Ma i pazzi siamo noi?

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Ogni tanto guardo un profilo di qualche ex-amico/contatto su facebook, magari nel frattempo diventato covidiota e con cui il contatto su fb è solo uno scheletro vuoto senza più alcun legame.

Rattristato mi metto a scorrere la sua bacheca, e di colpo mi accorgo e rifletto su una cosa: chi è che è VERAMENTE LONTANO DALLA REALTÀ?

CHI NON STA VIVENDO IL MOMENTO PRESENTE?

Lo dico perché, scorrendo queste bacheche, sembra che la distopia che stiamo vivendo da un anno per loro non esista. 

Sembra che loro siano liberi di prendere l’aereo e andare dove vogliono, da un giorno all’altro, senza maschere e tamponi. 

Sembra che non siano costretti a soffocare quando escono di casa. Io, per inciso, non lo sono perché il bavaglio non lo porto.

Ma loro, che ci credono, sì.

Loro postano beatamente paesaggi e luoghi di sogno dove (in teoria) non è possibile andare, e dove (se si ascoltano quegli assassini) non sarà possibile ancora per chissà quanto tempo.

Musei, mostre, concerti, spettacoli, che al momento sono tutti chiusi, e di cui non è possibile usufruire, a parte qualche tour virtuale, magari carino, sì, ma non si può surrogare il mondo.

Mettono spezzoni di film, ma non è più possibile andare al cinema.

Ristoranti dove non è possibile mangiare.

Montagne e fiumi e laghi dove, a sentir loro, bisognerebbe andare respirando la propria anidride carbonica, magari reingurgitando i propri starnuti… sì, lo so che vi vien da vomitare, a pensarci, ma è quello che suggeriscono questi pseudo-medici dei miei coglioni… 

Parlano di bambini e infanzia e educazione come se non vedessero, non sapessero, che tutti questi sono da un anno reclusi in casa, più o meno a seconda della covidiozia dei loro genitori, ma molti non si sono fatti neppure l’estate, e i risultati si vedono… Parlano di scuole, asili, università anch’esse chiuse. Parlano di una medicina, di scienza e di ricerca come se l’AIFA non fosse finanziata per il 90% dalle case farmaceutiche, e si riempiono la bocca parlando di “scienza”, parlano dell’OMS e di salute come se non si stessero lasciando morire, in tutto il mondo, milioni di persone, trascurandole e abbandandole, per poi dichiararle morte di covid, almeno una buona parte.

Parlano come se fingessero di non vedere l’abominio di bambini terrorizzati di abbracciare non solo i nonni ma persino altri bambini, per non ucciderli… Come se non vedessero che non esistono più vere scuole, vere università, veri insegnanti, ma solo un esercito di zombi terrorizzati di morire appena mettono il naso fuori casa… 

E parlando di dignità umana, di valori umani, di libertà e di democrazia, in un mondo in cui la censura è la regola, la criminalizzazione del dissenso il fondamento, l’intolleranza di ogni diversità è la legge, proprio da parte di quelli che si riempivano la bocca con “ogni diversità e ricchezza”, che adesso propinano e propongono un mondo di robot tutti con la stessa faccia triste, grigia, mascherata e privata di ogni sorriso e di ogni espressività.

Un mondo che sistematicamente separa i malati dai parenti. (Il ché è ancor più grave quando sono veramente malati e impossibilitati a reagire). 

Un mondo che vieta persino i funerali, la preghiera, le feste religiose.

E questi, come un conte-draghila, un mattarello o un bergoglio-imbroglio qualsiasi, parlano di libertà, di fede, di solidarietà, di unità e di rinascita… un po’ come i nazisti promettevano la vittoria del reich mentre i russi stavano arrivando a Berlino… solo che ora sono loro, i nazisti, e sono loro i collaborazionisti.

Persino quando sono mamme, viene da dire, ma come puoi fingere di non vedere quale psicosi stanno inoculando nel tuo bambino? 

Giorno per giorno, telegiornale per telegiornale? Chiusura per chiusura?

Basta, mi taccio, almeno stavolta non voglio dilungarmi troppo.

Però, covidiota, pensaci a quello che stai vivendo veramente, e che fingi che non ci sia.

Magari non combattere, magari non svegliarti, ma per favore non fingere di non vedere la gabbia che ti hanno costruito addosso e dentro la quale tu allegramente saltelli, perché è l’unico movimento che ti è permesso fare. 

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