La “nostra Regione”

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Visto che questi pazzi giocano a chi è più chiuso e pauroso e paranoico sui presunti nuovi arrivi che contagiano la propria popolazione pura e monda dal virus, facciamoci una Regione tutta nostra.

Una Regione senza nessuna, nessuna distanziazione, una regione senza terrorismo mediatico, senza sceriffi, assistenti civici, polizia locale che t’impone mascherina, una regione dove le mascherine vengono usate dove necessarie in ambito ospedaliero e a contatto coi malati, come la medicina normale e onesta dovrebbe dire.

Una regione dove anzi sia assolutamente raccomandata una respirazione sana e profonda, soprattutto immersi nella natura, e appunto facciamo che in questa regione la natura sia la vera regina, anziché sanificare l’erba e gli alberi, cose che solo uno Stato e una medicina e una stampa psicotiche possono permettere, blocchiamo ogni nuova costruzione, con distruzione di alberi, movimenti terra, inquinamenti e mafie connesse, e anziché sanificare in questa regione puliamo i fiumi, i laghi, e se c’è il mare. 

Disinquiniamo tutto e impediamo col carcere duro ogni scarico tossico che aumenta il cancro, che fa nascere bambini gravemente handicappati.

In questa regione legalizziamo le droghe sotto controllo della Regione, non liberalizziamo ma legalizziamole tutte, non solo quelle leggere, e poi vediamo la differenza di morti tra questa regione e quella dove la droga è formalmente proibita ma in realtà lo spaccio è consentito e alla luce del sole persino durante il lockdown, mentre le polizie fanno le multe a chi passeggia nel bosco e sulla spiaggia. 

In questa regione aboliamo ogni vaccino obbligatorio, aboliamo ogni diserbante impiegato in agricoltura, aboliamo i policloro bifenili, i clorpirifos, i pfas, gli ftalati, aboliamo gli allevamenti intensivi, aboliamo la somministrazione di psicofarmaci a bambini e adolescenti, limitiamo fortemente quelli a tutti gli altri, impediamo la proliferazione di diagnosi psichiatriche a più non posso, utili solo a genitori disturbati, a case farmaceutiche, a insegnanti imbelli e a psichiatri e psicologi venduti, aboliamo anche l’obbligo scolastico e il valore legale del titolo di studio, che a scuola ci vada solo chi vuole andare e chi pensa veramente che andandoci imparerà qualcosa e si divertirà al contempo, non perché dovrà avere un pezzo di carta, che non sarà necessario e richiesto da nessuna parte. E in queste scuole non mettiamoci solo laureati, aboliamo ogni graduatoria, mettiamoci anche giocoliere, clown, maestre di meditazione, yogy e acroyogy, danzatori e danzatrici, insegnanti di boxe e arti marziali, di arrampicata, di atletica, di nuoto, di pattinaggio, contadini e contadine, fabbri, falegnami, pittrici, attori, scultori. 

Che col tempo vengano selezionati dagli alunni e in parte dai genitori stessi, con delle votazioni anonime in internet, chi riceve sempre e solo voti negativi farà qualcos’altro. D’altra parte, anche gli allievi e allieve che disturberanno sempre e continuamente, che bullizzeranno e faranno violenza agli altri anche in quel caso democraticamente, saranno espulsi ed espulse senza possibilità di riammissione.

Facciamo che in questa regione la sanità sia totalmente pubblica, ma senza la corruzione delle case farmaceutiche, i loro regali e le loro vacanze mascherate da convegni, facciamo che i medici siano obbligati ad andare a casa dei malati, quando richiesto, e per farlo bisognerà assumerne di più, certo, ma i costi saranno sempre minori perché non ci saranno gli stipendi stratosferici dei manager, le sovvenzioni gonfiate della sanità privata, le false fatture, gli sprechi enormi, ogni spesa sarà controllata secondo un oculato rapporto costi/benefici, dove per benefici si intendono i benefici alla salute, non per i portafogli dei medici o delle case farmaceutiche. Riduzione drastica degli antibiotici e con questo diminuzione della resistenza batterica, pasti negli ospedali dati secondo ritmi di vita normali per i pazienti e non per il personale, diete personalizzate ma con meno latticini e  carni rosse, frutta e verdura fresca e di stagione.

In questa regione facciamo che l’alimentazione sia tutta o quasi a chilometro zero, che per ogni palazzo, o quasi, debba esserci un orto collettivo dove potersi coltivare frutta e verdure, che ci siano zone verdi dove poter giocare e passeggiare e praticare sport, dove le auto siano ridotte il più possibile e dove si promuovano bici e skateboard e pattini, piste ciclabili e percorsi nel verde. Facciamo che in questa regione entri solo chi viene accettato – da chi già c’è dentro-, in base al suo percorso e alla sua storia, lo decideranno i cittadini e i campagnoli, chiunque egli o ella sia, bianco o nero, africano o americano o asiatico, vecchio o giovane, uomo o donna, povero o ricco, ignorante o laureato, in base al modo con cui potrà contribuire al benessere collettivo. E se dopo un anno ha creato problemi lo si butti fuori, se ha commesso dei crimini lo si metta dentro.

Facciamo che in questa regione il caporalato e ogni forma di bieco sfruttamento dei lavorartori sia abolito per tutti e tutte, di qualunque etnia siano e in ogni campo, dall’agricoltura all’edilizia alle consegne. 

Facciamo che si manda veramente in galera ogni trafficante di schiavi, ogni sfruttatore della prostituzione ecc., anche se la maggior parte dei proventi della mafia saranno stati aboliti con la legalizzazione delle droghe.

In questa regione aboliamo completamente il 5g e rimuoviamo tutte le antenne.

Facciamo che in questa regione i medici vengano pagati, premiati e remunerati in base alla longevità raggiunta dai propri mutuati, longevità però strettamente connessa alla qualità di vità, alla presenza intellettuale, alla capacità di godersi la vita, di avere relazioni, di muoversi, di viaggiare. 

Idem per gli psicologi, gli psichiatri, ecc.

In questa Regione riduciamo al massimo il consumismo, la produzione di merci, la distruzione di risorse e gli inquinamenti che ne derivano, gli inceneritori, le discariche, puntiamo a 0 rifiuti e alla cultura del ripara riusa ricicla.

Facciamo che come in Costa Rica tutti i soldi versati all’esercito vengano impiegati in case e educazioneone, cultura, sanità, sport e aiuto alle piccole imprese, che l’esercito venga sostituito da una forte coscienza collettiva ben radicata che non accetta nessun tipo di terrorismo mediatico né in nome della salute, né in nome della sicurezza, né in nome dell’economia, né in nome di alcun buonismo o politicamente corretto. 

E pronta a combattere se la propria vita e libertà verranno minacciate.

Vediamo quanto vivono di più e meglio e più sani i cittadini e i campagnoli, i fluviali e i lacustri e i montanari di questa regione, e facciamo il confronto con il resto dello Stato, delle regioni e del mondo che in nome della sicurezza impedisce alla persone di riunirsi e di gioire insieme, facciamo il confronto con quelle regioni dove ai bambini viene impedito di giocare, dove sono obbligati a ricevere dalla più tenera età più di 10 vaccini, e altri ancora agli adulti. Facciamo il confronto con le regioni che impediscono a tutti di respirare in modo sano, che impediscono ai medici di praticare la propria professione liberamente, minacciandoli di perdere il lavoro se non praticano le terapie imposte o se non dichiarano la morte da covid se non lo è, o se non dichiarano malati chi malato non è. Di covid o altro.

Facciamo il confronto tra questa nostra regione dove ognuno sarà libero di fare il proprio lavoro secondo le proprie competenze, creatività e intelligenza, liberi da vessazioni e oppressioni fiscali, burocratiche, pseudo-sanitarie, e quelle dove l’imprenditore vive solo per pagare le tasse, e con l’ossessione del virus viene praticamente costretto a chiudere e a fallire.

Facciamo questi confronti, dopo appena qualche anno, e vediamo come via via le due strade si biforcano.

Mettiamo a capo di questa Regione Sara Cunial, e come assessore della sanità Stefano Montanari.   

12 giugno 2020

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