La Covid-Jugend

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La Covid Jugend è addestrata a non respirare e a rovinare la propria bocca, laringe, trachea e polmoni. Anche a uccidere i suoi stessi neuroni che si riducono senza ossigeno, senza essere sostituiti. 

È addestrata a non poter sorridere e a non vedere il sorriso degli altri. 

A non potersi scambiare giochi, penne, colori, merendine.

A non rincorrersi, a non azzuffarsi, a non fare la lotta, a non avvicinarsi, a non tenersi per mano. A non ridere e a non cantare, ad avere paura di starnutire e di soffiarsi il naso e a temere chi starnutisce e si soffia il naso, a starne lontani. 

Il miglior esempio da seguire per un bimbo, un ragazzo, un giovane della Covid Jugend, per evitare il contagio, è un cadavere dentro una bara.

Il cadavere non si agita, non emette saliva, muco, gocce di nessun genere.

Non si toglie la mascherina. Se gliela metti, non respira neppure.

Non potrebbe contagiare neppure se fosse morto infetto. 

Il virus sarebbe morto con lui.

In più, anche se non ce ne fosse bisogno, se il cadavere fosse in una bara chiusa e piombata l’adulto che temesse il contagio si sentirebbe in una botte di ferro, almeno quanto il cadavere nella bara chiusa.

Per ogni adulto, maestro, insegnante o educatore che avesse paura di essere contagiato, gli alunni migliori sarebbero dei piccoli e giovani cadaveri chiusi dentro bare.

Potremmo suggerirlo ai sindacati. Ma in ogni caso, se l’addestramento alla Covid Jugend gli riuscirà bene, la situazione non sarà molto diversa.

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